Il profumo della domenica è legato alla pasta al sugo con le polpette di nonna Mimina...pomodoro e basilico in cui cuocevano quelle polpette che erano un capolavoro di povertà e amore: uova, pane,formaggio e mortadella a dadini.Prima le friggeva e poi le tuffava nel sugo!!! Il formato della pasta era proprio questo, lisce o rigate non aveva importanza, ma dovevano essere "cozzlell'...perchè il sugo doveva entrarci dentro....Non ho mai provato a fare le polpette così. Trovo sempre mille scuse...il pane non è quello di una volta...il formaggio anche...insomma non me la sento...appartengono a lei...così continuo a ricordarmele e a rimpiangerle.
Un papavero per ogni papà vero! Per quelli che ancora accompagnano i figli a spasso nella vita. Per quelli che non ci sono più, ma continuano ad occupare un posto nel cuore e nei pensieri. Per quelli che lo diventeranno ma ancora non lo sanno...tanti auguri!
Questo funghetto di vetro appartiene all'infanzia del mio compagno e da 25 anni, ad ogni Natale, insieme a due fragili uccellini delicati quanto lui, trova il suo posto d'onore sul nostro albero di Natale! Quest'anno lo volevo semplice, senza tanti fronzoli...con le decorazioni che più mi piacciono, quindi ho tolto i fili rossi, argentati e dorati...ho dimezzato le luci ...e voilà, l'albero è fatto e mi piace, anche se artificiale, senza profumo e senza aghi sparsi sul panno verde. Devo dire che mi rispecchia e sono felice...perchè a dispetto di tutto...è già Natale, un altro Natale! Ho conservato i sentimenti proprio come queste fragili decorazioni di vetro... delicate, colorate, vecchie ma sempre belle....e la vita non è forse un albero da decorare con i sentimenti?
Grazie Riccardo, ottimo riassunto!
Forse una corsa per questi vicoli, con il passo leggero dell'infanzia, e la certezza del caldo abbraccio di mia nonna riuscirebbero a ridarmi gioia. Già...è questo che mi manca...la gioia! Quella contentezza che è solo dei bambini, quel sorriso che non sai nemmeno perchè ti nasceva per ogni piccola cosa: una carezza, una caramella (quando c'era), un " core di nonna tua" buttato lì ogni mattina al risveglio....
Sono esageratamente ricca io. Sono ricca di questi ricordi che ancora mi scaldano, che riesco a trattenere a dispetto degli anni e della perdita di quell'amore così immenso che basta una foto come questa a riconfermare oggi e domani e domani ancora...
Sì, è vero Stefania, è tanto che non scrivo. Mi ha fatto piacere sentirtelo dire...significa che quando in studio c'è calma, mi leggi...e sò contenta sò!! Sai, quando la mente corre dietro a problemi di sopravvivenza economica, le parole non fluiscono...si perdono in pensieri tristi che non è il caso di condividere.
Poi succede, come stasera, che hai voglia di sentire un po' di musica e ti ritrovi con un brano di Bach suonato da un vecchio compagno di viaggio, Ian Anderson, che ti riporta indietro nel tempo...ma tanto indietro... pensi agli anni passati da quel giorno, che per andare a sentire un suo concerto, mi sono ritrovata con la macchina di Klaus, letteralmente impantanati in un letamaio....e rido!!!
Ripenso alla faccia del contadino...ma soprattutto alle nostre risate in mezzo a quel sano e naturale fetore! I Jethro Tull suonavano a Novara...e noi eravamo in ritardo e pieni di merda!
Così ho deciso di regalarti due righe e il suo magico flauto...che spero ti piaccia!
...e sulla lunga tavolata, piano piano, le candele davano luce ai ricordi mentre s'aspettava di vedere il filmino del'73 che raccontava un po' del nostro passato, naturalmente senza audio com'erano i filmati dell'epoca. Le voci, la musica e le risate vive nei cuori di tutti! E così ci siamo rivisti rivisti ieri sera...una piccola parte della vecchia compagnia del parchetto, almeno per questo primo raduno.
Il filmino ha strappato un mare di ma dai, oh no, ma quello chi è, non ci posso credere...soprattutto tra le mogli dei presenti. Quanti sogni e quanti capelli fa!!! Dio ma quant'eravamo belli, giovani e matti...quel parchetto della biblioteca di Baggio e il vecchio monastero erano territorio nostro. Quante storie e amori...e quante canne!
Poi arriva anche un pezzo a colori (sempre senza audio) degli anni della Casermetta vicino al comune, i capelli lunghi son spariti e la politica ha preso il posto delle scorribande in pasticceria dopo una sana fumata...ci siamo divisi o politica o droghe pesanti...le nostre destinazioni...gli assenti all'appello sono le vittime di entrambe le scelte.
E' stato bello ritrovarsi, siamo riusciti a mettere giù un elenco di quelli da contattare per la prossima volta, che non dovrà essere molto in là, ha detto Gigia, perchè quelli ammalati potrebbero non esserci più!...e ha ragione, cazzo se ha ragione...
Così mi chiamava un amico del mio papà, forse per quel ciuffetto di capelli sulla fronte che sfuggiva, come una virgola, al disordine dei miei riccioli. Ernesto è stato il narratore del periodo di guerra e prigionia vissuta da lui e mio padre. Rimanevo ore ad ascoltarlo, rapita da quei drammatici ricordi che lui trasformava in avventure incredibili e a volte perfino comiche.
Era stato dato per morto e quindi la famiglia aveva provveduto ad un bel funerale e avrebbero ottenuto anche una bella pensione di guerra se un giorno lui non si fosse presentato sull'uscio di casa, procurando un quasi infarto alla moglie doverosamente vestita a lutto! Ridevo come una pazza quando me lo raccontava, seduto davanti alla porta di casa, nelle sere d'estate!
"Siediti qui, Virgoletta, te l'ho mai raccontato di quando eravamo prigionieri in Inghilterra?" Cominciava sempre così..sapeva che la fase della prigionia era quella che mi divertiva di più, mio padre viveva in quei racconti e finalmente io riuscivo a dargli un volto e un corpo...
"Senti un po' qua..." continuava..."quella mattina l'ufficiale si presentò da noi chiedendoci se qualcuno fosse disposto a fare da sparing-partner ad un loro campione di boxe, in cambio di razioni di cibo più abbondanti. Tuo padre mi guardò sorridendo e alzò subito la mano. Io l'avevo visto il tipo, rispetto a tuo padre era una montagna, ma lui fu irremovibile...aveva fame, una fame che me la ricordo ancora adesso...Insomma per farla breve ne pigliò talmente tante, ma talmente tante che rimase rintronato per una settimana...Ma con la pancia piena!!!!" e giù a ridere..
Questo era Ernesto e devo ammettere che tanti lati del carattere del mio papi li ho consciuti solo grazie a lui! Erano belle quelle sere passate ad ascoltare i ricordi degli adulti...un'abitudine persa, soppiantata nel giro di pochi anni dalla televisione!
E' morto prima del mio papà ma io sono rimasta Virgoletta anche per i suoi figli e i suoi nipoti.